- Basket e poesia -















GIANFRACO LOMBARDI (DADO)


Ti sentivi pari a un gladiatore
tanti anni fa, nei giorni di Roma,
quando osasti l'inosabile contro Big O
e le truppe d'invasori.

Dado, grand'architetto di ragnatele,
cosģ come le disdegnavi negli anni pił giovani.
Si muta, Dado, correndo
nella galleria del Tempo
si muta pelle senza posa
come le cittą che hai vissuto
e sentieri d'ogni dove.
A che č valso l'infinito peregrinare!




Alberto Figliolia - Giugno 2001

Il suo vocione ha rimbombato da oltre quarant'anni sui campi d'ogno dove. Ha sempre avuto, da giocatore, un sorprendentissimo fiuto per il canestro - stupģ anche gli americani a Roma la tarda estate del '60 - come allenatore ha seminato altrettanto bene, divenendo - incredibile dictu - in mago della difesa.





SANDRO DELL'AGNELLO (IL TIGRE)


Il tigre ruggisce spaventoso.
Nelle leggende nate d'estate
quando stoppasti il pił grande di sempre
o Moses lo smisurato gigante.

Cominciasti tardi, nello scetticismo
di una cittą di mare, madre
del pittore di fascinose dame
dai lunghi colli, per approdare
al sole borbonico in una banda
di sfontati masanielli.
Anche d'azzurro si tinse la tua pelle,
dopo aver sorbito l'amaro gusto
della sconfitta senza lamento
nč remissione; ma in nuovo Palio
t'attendeva e contrade
bramose di bei gesti, foresto,
tu solo accetto in virtł della gloria
di chi mai molla, pur se il traguardo
č posto sempre pił in lą
sempre pił in lą, tigre.




Alberto Figliolia - Giugno 2001