SUI GIORNALI IN QUESTI GIORNI



Sato


McIntyre


Sato


Stonerook - Mvp


Eze


Pianigiani


Marconato


Nonaldi


 


HANNO SCRITTO:

  L'Eurolega boccia i fenomeni
I tricolori dominano da 4 stagioni la serie A ma i risultati Internazionali peggiorano.


Finisce così, in un attimo, quasi senza aver il tempo di accorgersene. Siena saluta l'Europa, eliminata nelle Top 16 da due black out: a Madrid, otto giorni fa, e ieri in casa del Maccabi. Due partite che poteva vincere e che invece l'hanno vista crollare sotto lo striscione dell'ultimo chilometro. La vittoria del Real a Istanbul, con la Mens Sana già negli spogliatoi, rende aritmetico il verdetto già nell'aria, specialmente dopo che i tricolori avevano mollato una volta vista sfuggire anche la chance di preservare il +4 dell'andata, subendo 43 punti nell'ultimo quarto, record di Eurolega.
Sono due ex-virtussini ad affondare il Montepaschi: Alan Anderson, immarcabile già a Siena, letale ieri con un quarto periodo da antologia, e David Bluthenthal, autore della tripla che ha di fatto chiuso i giochi sull'88-80 a 30" dalla fine. Due scarti del nostro campionato, manco navigassimo nell'oro in quanto a talento...
Come era già successo in Spagna, Siena aveva giocato un'ottima partita. Finita sotto di 10 (41-31) dopo un 14-3 interno, nel terzo periodo costruiva la rimonta. Prima pescando Eze in area, poi con il risveglio di Mclntyre (12 dei suoi 14 punti arrivavano dopo la pausa). 11+5 (52-57) sembrava una buona ipoteca, soprattutto perché una grande difesa aveva tenuto il Maccabi a soli 11 punti nel terzo periodo.
II duello Anderson-Domercant degli ultimi 10' era esaltante. Un botta e risposta da campioni che portava le due squadre agli ultimi 3' con un solo punto a dividerle. Ma qui, proprio come a Madrid, scendeva la mannaia. Gli errori ai liberi di Eze e Mclntyre pesavano enormemente, mentre dall'altra parte le ex V-nere non perdonavano. La tripla di T-Mac spentasi sul ferro a 16" dalla fine per il potenziale -4 aveva lo stesso effetto di una spina staccata. . E' proprio finita. In un attimo, ma che, per quanto pesa, durerà.
I MIGLIORI ANDERSON (Maccabi)
Devastante in avvio e nel finale, con tutti i canestri decisivi. Fa 15 punti nell'ultimo quarto
DOMERCANT (Siena)
Quando serve un canestro pesante, lo fa lui. Segna 10 punti nel 4a periodo. Ma non bastano.
I PEGGIORI
IIDSON (Maccabì)
Dov'è finito il miglior giocatore dell'ultima Eurocup? Fa bottino solo nel finale dalia lunetta.
LAvRINOvIC (Siena)
ingeneroso dargli contro, sta ancora recuperando dall'infortunio. Ma mancano

  Siena ha bisogno di avversari - di Luca Chiabotti

Un anno senza perdere in Italia, neppure giocando così così, come contro la seconda in classifica, senza il giocatore tatticamente più importante, Ksystof Lavrinovic, con il piccolo grande uomo, Terrell Mclntyre, lontano dalla condizione migliore, e tra due gare di Eurolega in trasferta, contro Real Madrid e Maccabi, decisive per il futuro. Niente da fare, nessuno riesce a battere Siena. Un dominio che non passerà presto perché:
1. Siena è prima in tutte le voci statistiche meno i rimbalzi, cosa anche logica visto che è quella che sbaglia meno tiri. Domina il gioco.
2. Come nelle ultime stagioni, nella prima parte ha già guadagnato 12 punti di vantaggio sulla seconda. La superiorità non accenna a diminuire.
3. E' in piena corsa, più che altro è sicura, di vincere il quarto scudetto consecutivo, impresa che non riesce da 40 anni. Avrà il fattore campo e non perde in casa dal maggio 2007.
4. Nella stagione attuale, ha rischiato di perdere solo una volta, a Teramo e ha dovuto stare attenta nella finale di Coppa Italia.
E' evidente che la Montepaschi, squadra e società, sia già tra le grandi della nostra storia. Per essere la più grande, oltre che imporsi anche in Europa, cosa diventata più difficile rispetto al passato, manca degli avversari che hanno dovuto battere Milano, Varese, Bologna per entrare nel mito. Ma Siena non può farci niente. Dominio in cifre pari a quello della grande Simmenthal.

  21 febb.-    Siena tritatutto: Bologna la impegna sino in fondo
ma l'Mps è spietata: vince il 6° trofeo in fila e la 42a partita consecutiva in Italia


Simone Pianigiani alza l'ottavo trofeo da allenatore di Siena, il sesto consecutivo, la seconda Coppa Italia e si fa dare una mano da chi ha condiviso con lui la maggior parte di queste vittorie. Non c'è niente di nuovo né potrebbe essere altrimenti quando in campo scendono per te Stonerook, votato miglior giocatore, Mclntyre, Sato, Eze, che hanno già scritto la storia della nostra pallacanestro. Con Domercant, autore dei 5 punti che hanno spaccato la partita quando Siena s'è fatta più piccola contro una Virtus rientrata due volte dal -9 e ancora viva. E lo è di nuovo alla fine, grazie alle triple di Koponen, con due liberi di Moss (75-70). Lì Collins commette un errore marchiano e viene da dire che forse, stavolta, la differenza tra la Siena che compete alla pari con i miti del basket italiano e gli avversari sono solo due americani, impalpabili come Collins, e l'idea che non sia una stella a questo livello, e Hurd.
Ma come fai a scendere in camno sereno e non depresso contro una squadra che ha vinto 42 partite di fila in Italia (ultima sconfitta, il 1/3/ 2009) e, ancora più impressionante, vincente in 66 delle ultime 67 gare? La Virtus è stata brava, perché davanti a un muro invalicabile, dopo tre finali perse, ha reagito ai tanti falli che ne hanno condizionato il primo tempo (e Siena che la grazia segnando solo 10 dei 18 liberi, contro tre, tirati), ha fatto la sua partita, rendendo le cose complicate agli avversari con i cambi di difesa, mettendo fisico contro una squadra fisica, e rientrando dopo che Hawkins aveva firmato il 47-38.
Ma Siena è più brava a fare tutte le cose fondamentali per vincere. Va ammirata non perché ci riesce ma per come ci riesce. Speriamo che anche in Europa possa regalarci qualcosa di grande.

  18 febb.-    Nazionale, operazione Éze
La Fip chiede il nulla osta alla Fiba per utilizzare in azzurro il pivot di Siena


La Federazione ha deciso di scendere in campo e di dar vita ad un'operazione difficile, ma allo stesso tempo affascinante sotto tanti profili: portare in azzurro Benjamin Eze, il centro nigeriano 29enne diventato italiano per matrimonio, da tre anni dominatore assoluto dei tabelloni con la maglia di Siena dove è approdato nel 2004. Il problema da risolvere è solo uno, e non da poco: Eze ha già vestito la maglia della nazionale under 18 nigeriana (oro ai campionati africani di categoria nel '98, 11° ai mondiali del '99). Quindi, come da regolamenti Fiba, non può giocare con la rappresentativa di un altro Paese.
Ma, come è trapelato due giorni fa dai corridoi romani della Fip, il presidente Dino Meneghin non si è arreso e ha richiesto alla Federazione internazionale e a quella nigeriana il nulla osta speciale per poter utilizzare Benjamin. La pratica, a meno di clamorose sorprese, sembra avere buone possibilità di concludersi positivamente, e anche in tempi relativamente brevi.
D'altronde, come ricordano in Fip, ci sono altri esempi nello sport italiano di atleti che hanno potuto giocare in Nazionale dopo aver difeso i colori di altri Paesi, L'ultimo è quello di Taismary Aguero, due volte campionessa olimpica nel volley con Cuba e, dopo il matrimonio con un nostro connazionale, due volte campionessa europea con l'Italia. La Fip dunque tenta il colpo Eze, che diverrebbe il primo atleta di origine africana della nostra rappresentativa. Prima di lui tanti americani che vantavano discendenze italiche (Campanaro, Mike D'Antoni, Silvester, Rocca i più recenti) ed altri che per matrimonio hanno avuto la possibilità di vincere un argento agli Europei, come Dan Gay nel 1997. Ma un 2,08 africano, atleticamente spaventoso per tempismo, elevazione e velocità, in azzurro non si è ancora mai visto...

  09 febb.-    Siena insidia i miti

I numeri delle mitiche Scarpette Rosse come quelli della gloriosa Ignis sembravano irraggiugibili ed assolutamente improponibile un possibile confronto con quelli attuali. La Montepaschi sta dimostrdo ccompletamene il contrario. Adesso Siena è arrivata alla 37 vittoria consecutiva (-10 dal record assoluto del Simmenthal) e a 57 successi di fila in casa (-10 dal record dell'lgnis); due record che non nascondono di perseguire.

  03 genn.-    Diego Monaldi il “Giustiziere”

Diego Monadi , stellina del basket giovanile senese e nazionale nato ad Aprilia, in provincia di Latina il 3 aprile del ’93.
Disse di lui Giulio Griccioli il giorno del suo arrivo a Siena: “Diego Monaldi è un playmaker, ragazzo non altissimo, arriva appena al metro ed ottanta, con gambe esplosive e con capacità di salto ed equilibrio non comuni; ragazzo volitivo e determinato”.
Delle sue capacità atletiche ne abbiamo avuto prova quando in un test tecnico della Montepaschi il giovane ha dimostrato di saltare più di tutti i suoi compagni, compresi quelli della prima squadra, secondo solo a Romain Sato.
Delle sue doti tecniche se n’è accorta l’intera Italia del basket giovanile da diversi anni. Costantemente premiato come MVP (miglior giocatore), a partire dalle finali nazionali di tre stagioni orsono a Bormio, quando era con la Virus Roma, fino a quelle più recenti, sempre a Bormio, con la Montepaschi; ed ancora MVP nei tornei di Frattini, di Potenza ed al Basket for life. Capitano nonché miglior giocatore e realizzatore (17 pts. media gara) nella Nazionale italiana di Antonio Bocchino ai recenti europei di Kaunas; miglior playmaker ed inserito nel miglior quintetto al recente torneo internazionale di Roma valido per lo Junior Tournament dell’Euroleague; miglior giovane giocatore esordiente nel campionato di A1 con 24 di valutazione nella gara contro Napoli ( 18 pts., 5/7 da due, 8/10 ai liberi, 5 recuperi, 3 assist).
Ma abbiamo apprezzato Diego in questi anni per la sua determinazione, in campo e fuori; quando, giovanissimo, abbandonò il calcio per il basket andando a giocare nella Virtus Aprilia; quando, con fatica ma con le idee chiare, partì da Roma lasciando un tecnico, da lui stimatissimo, Massimiliano Briscese (oggi in C2 Eurobasket) per la sua Montepaschi Mens Sana; quando abbandonò la Lottomatica del presidente Claudio Toti nonostante che un certo Walter Veltroni , all’epoca sindaco di Roma, avesse affermato, sulla stampa locale, di ritenere ingiusto ed ingiustificabile che i giovani talenti del basket romano, fra cui – detto esplicitamente – un certo Diego Monaldi, lasciassero la città capitolina per altre realtà cestistiche. Diego non accettò né consigli né consiglieri. Per ultimo, ma con maggiore convinzione, apprezziamo il giovane cestista della Mens Sana per le sue doti agonistiche, per la sua innata voglia di vittoria e di rivincita in caso d’insuccesso. Lo ricordiamo piangente quando la sua Lottomatica venne eliminata dalle Finali nazionali di categoria da Varese nonostante una sua prestazione mostruosa nei numeri e nell’apporto di squadra. Giurò, nella rabbia del post-partita di rifarsi, ed il caso volle che, l’anno successivo, con la sua nuova squadra, la Montepaschi, si ritrovò nuovamente contro Verese alle Finali nazionali. Diego si “vendicò”, fece 38 punti, andò in finale e vinse il titolo con la Montepaschi.
Diego “il giustiziere” . Un eccesso?! Può essere, ma al momento è un attributo che gli calza a pennello .